Tailleur contro pantalone della tuta

I produttori di abiti formali stanno vivendo un momento difficile. Ultimamente infatti le cravatte non sono più “de rigueur agli incontri con i clienti, anche per i bancari in completo gessato di Goldman Sachs.

Due grandi aziende giapponesi, Aoki e Whatever Inc, hanno creato dei completi-pigiama, un ibrido tra un completo da ufficio e una morbida e confortevole tuta da casa – perfetti per partecipare alle riunioni via Zoom da casa.

Questa la loro idea di marketing: mentre il COVID-19 infuria, molte aziende hanno incoraggiato i propri dipendenti a lavorare in remoto da casa e le videoconferenze sono diventate all’ordine del giorno. Il lavoro a distanza ti consente di lavorare nel comfort di casa tua e dei tuoi pigiami. Tuttavia, è un po’ fastidioso dover cambiare i vestiti solo quando si partecipa ad una videoconferenza.
I loro completi sono stati pensati con uno stile formale che è visibile solo a video, ma molto comodo per stare sul divano prima e dopo la riunione su Skype, offrendo quindi una soluzione senza stress per le presentazioni di prima mattina e le riunioni con i clienti prima di andare a letto.

Tutto questo funziona davvero?

Svestire i panni da ufficio per indossare invece qualcosa di più comodo quando si è finito di lavorare segna una transizione netta tra momento lavoro e momento non lavoro. Questa linea di demarcazione è diventata sempre più labile durante i vari lockdowns, rendendoci sicuramente più sciatti e meno attenti al nostro aspetto.
Invertire la tendenza è però importante.

Non è un caso che lo sfarzo sfavillante degli Anni 20 sia arrivato dopo lo sconforto della Prima Guerra Mondiale e l’epidemia di febbre spagnola.

Sarà questo il momento del ritorno dei tailleur per andare in ufficio e quindi di una ripresa anche di questo settore della moda? Forse sì, perché anche la nostra mente ha bisogno del bello per tornare ad una qualche forma di normalità.