Vaccinazioni in azienda: cosa prevede l’accordo e quali sono le tempistiche

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Firmato protocollo Governo – Parti Sociali per le vaccinazioni sui luoghi di lavoro.

Nella serata del 6 aprile 2021, è stato condiviso da Confindustria e le altre Parti Sociali, alla presenza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro della salute, il Protocollo tra Governo, aziende e sindacati per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione per i dipendenti, senza distinzioni geografiche né di età o condizioni.

Qualora la disponibilità dei vaccini lo consentirà, in coerenza con gli indirizzi del piano nazionale per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid 19, sarà possibile, per le imprese che lo vorranno, organizzare la somministrazione del vaccino ai propri lavoratori semplicemente rispettando regole e procedure definite nel Protocollo e nei documenti che questo richiama.

Non sono previsti requisiti minimi di carattere dimensionale né limitazioni di categoria e la vaccinazione sarà offerta a tutti i lavoratori a prescindere dalla tipologia contrattuale.
L’avvio delle somministrazioni è previsto per maggio, così da partire quando gli over 70 dovrebbero già essere stati tutti vaccinati e partirà quando arriveranno le nuove dosi di vaccini.


L’adesione dei lavoratori sarà volontaria. Le somministrazioni potranno avvenire in azienda, ma potranno anche essere stipulati accordi con strutture sanitarie private o con l’Inail.

 

Il protocollo stabilisce che dovrà essere il medico competente a fornire ai lavoratori adeguate informazioni sui vantaggi e sui rischi connessi alla vaccinazione e sulla specifica tipologia di vaccino, acquisire il consenso informato ed effettuare il previsto triage preventivo. La somministrazione dovrà essere effettuata da operatori sanitari in grado di garantire il pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie adottate per tale finalità e in possesso di adeguata formazione per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 e dovrà essere eseguita in locali idonei che rispettino i requisiti minimi.

 

Nel documento si prevede che i costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe/aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti.

In alternativa alla modalità della vaccinazione diretta, laddove i datori di lavoro intendano collaborare all’iniziativa di vaccinazione attraverso il ricorso a strutture sanitarie private, possono concludere, anche per il tramite delle Associazioni di categoria di riferimento o nell’ambito della bilateralità, una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini.
Ulteriore possibilità, nel caso in cui i datori di lavoro non siano tenuti alla nomina del medico competente ovvero non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, è quella di avvalersi delle strutture sanitarie dell’INAIL. In questo caso, trattandosi di iniziativa vaccinale pubblica, gli oneri restano a carico dell’INAIL.

Se la vaccinazione venisse eseguita in orario di lavoro, il tempo necessario alla medesima è equiparato a tutti gli effetti all’orario di lavoro. Mentre saranno considerati giorni di malattia quelli successivi nel caso servissero a smaltire eventuali effetti avversi.