I cantanti lirici aiutano i pazienti COVID ad imparare a respirare di nuovo

Un programma di sei settimane sviluppato dalla English National Opera e da un ospedale di Londra offre lezioni vocali personalizzate per aiutare il recupero dei pazienti che subiscono gli strascichi del Coronavirus.

Che cos’è ENO Breathe?
E’ un corso di respirazione e benessere sviluppato specificamente per le persone che si stanno riprendendo dal COVID-19, che soffrono ancora di mancanza di respiro ed ansia associata. Fornito da ENO in collaborazione con i team dell’Imperial College Healthcare interamente online, il programma si concentra sulla riqualificazione della respirazione attraverso il canto.

ENO Breathe quindi non è un coro o un gruppo di canto. È un trattamento prescritto dal medico curante che utilizza tecniche di canto per aiutare il recupero da COVID-19.

Qui si vede la vocal coach Suzi Zumpe (in alto a sinistra) eseguire un riscaldamento vocale con i suoi “studenti”.

Per prima cosa, Suzi ha raddrizzato la spina dorsale e allargato il petto, poi ha iniziato una serie di esercizi di respirazione, espellendo brevi e acute raffiche d’aria. Quindi ha iniziato a produrre un ronzio, poi uno stridio quasi acuto, prima di abbassarsi e salire di nuovo. Alla fine ha tirato fuori la lingua, come disgustata: un allenamento per i muscoli facciali.

Sebbene la lezione sia gestita tramite Zoom, non si discosta molto dalle lezioni dove vengono formati giovani cantanti.

Ma Cameron, uno degli allievi, 56 anni, non è un cantante; gestisce la logistica di magazzino per un’azienda di forniture per ufficio. La sessione era stata prescritta dai medici come parte del suo piano di recupero dopo il ricovero in terapia intensiva per COVID lo scorso marzo.

Il corso è gratuito e non serve nessuna competenza di lingua inglese, ma purtroppo, al momento, possono partecipare solo pazienti che sono stati seguiti e curati per il COVID in un ospedale inglese.
Chissà che qualche ospedale italiano non possa valutare di impiegare alcuni dei nostri talenti musicali, che al momento non hanno l’occasione di lavorare come vorrebbero.