Manuale di sopravvivenza per la ricerca di un nuovo impiego

Cercare un lavoro può essere abbastanza snervante in generale, ma se ci aggiungi una pandemia globale è naturale provare un livello più alto di ansia e chi, nell’ultimo anno, ha perso il lavoro verosimilmente sente una pressione maggiore.

E’ importante allora provare ad aggiungere una routine di auto-aiuto nella ricerca di un nuovo lavoro, afferma Stephanie Heath, coach professionale ed ex reclutatrice per startup tecnologiche.

Le persone possono essere preoccupate per un CV non lineare“, dice “oppure per il modo in cui è concluso il loro ultimo rapporto professionale, che potrebbe far loro dubitare del proprio valore o delle proprie qualifiche per determinati ruoli. Se a queste preoccupazioni normali, si aggiunge la pandemia, tutto crea molta ansia “.

Per gestire la ricerca di lavoro e l’ansia ad essa collegata, Heath suggerisce di creare un piano:

ATTENERSI A UN PROGRAMMA

Considera una ricerca di lavoro come un lavoro vero e proprio e creare una routine intorno alle attività da svolgere “Raccomando di destinare cinque giorni alla settimana alla ricerca“, afferma Heath “assicurando invece di prendersi due giorni di stop a settimana per salvaguardare la salute mentale.”

Candidarsi a cinque o quindici ruoli al giorno, a seconda della propria qualifica e darsi come obiettivo quello di richiamare da una a tre delle azienda o agenzie che hanno pubblicato l’annuncio, raccomanda.
“È un mercato del lavoro saturo”, dice Heath. “Quindi sapere di doversi dare delle regole militari per poter farsi notare è importante per non buttarsi giù. Inoltre sapere che si stanno facendo progressi può aiutare con l’ansia. ”

 

FAI ESERCIZI DI RILASSAMENTO

Ogni giorno, dedicare tre minuti a degli esercizi di respirazione e provare a praticare della meditazione almeno una volta alla settimana, suggerisce Heath. È particolarmente suggerito prima di un colloquio importante.
Heath consiglia una pratica chiamata “ego eradicator” che aiuta a rafforzare la consapevolezza. Bisogna sedersi sul pavimento o su una sedia, alzare le braccia con un angolo di 60 gradi. Con i gomiti dritti e le spalle rivolte verso il basso, alzare i pollici e piegare le dita sulla loro stessa base. Poi allungare i palmi e tirare indietro le nocche. “Questo esercizio aiuta a rallentare il sistema nervoso nel momento stesso in cui si termina l’esercizio e quindi aiutare ad essere più rilassati“, dice Heath.
Durante un colloquio virtuale, anche sfregare la mano sulla coscia o stringere una pallina antistress può aiutare a rilassarsi. Un’altra tecnica per rilassarsi consiste nel pizzicare le dita tra il pollice e l’indice.

RICORDATI DEL TUO VALORE

Può essere facile avere un approccio negativo in ​​questo momento. Heath consiglia di scrivere dei post-it per ricordare a sé stessi il proprio valore, inclusi eventuali successi e riconoscimenti precedenti. Durante un colloquio via Zoom o Teams, consiglia di appendere i post-it dove li si possa vedere, come reminder.

I selezionatori non programmano colloqui con candidati di cui non vedono le potenzialità e quindi sono colloqui con persone che già pensano che potrebbero assumere“, dice. “Chi cerca lavoro può pensare di avere qualcosa da dimostrare, ma i reclutatori sanno già che il candidato è potenzialmente qualificato. Sapere questo può aiutare a calmare i nervi.”

 

ACCETTA IL NERVOSISMO

È naturale essere nervosi. Invece di combattere contro questa emozione, va visto come un segno di quanto teniamo al lavoro e alla nostra realizzazione professionale e quindi concediamoci un po’ di credito, dice Heath.

Le aziende progressiste si stanno approcciando a colloqui in stile sempre più colloquiale e parte del lavoro dei reclutatori è quello di calmare i candidati“, afferma. “Quando riesci a calmare la persona in cerca di lavoro, ottieni risposte autentiche e vere rispetto a risposte di sfida o di fuga.”

Se il candidato si dovesse accorgere che sta divagando, nessun problema. “I reclutatori si aspettano che le persone in cerca di lavoro si lamentino delle prime tre domande”, afferma Heath. “Va tutto bene. Le prime domande hanno lo scopo di rompere il ghiaccio con il candidato. Sono il naturale inizio di una conversazione. Il miglior consiglio è avere un po’ di umiltà. Tutti apprezzano una persona che è disposta a essere vulnerabile”.