I CARE A LOT – Le persone buone non esistono

«In un mondo in cui sei o preda o predatore, io sono una fottuta leonessa» esordisce all’inizio del film la protagonista di I CARE A LOT (Amazon Prime).

Marla Grayson (Rosamund Pike, superlativa) ha costruito un racket, grazie al suo ruolo di tutore legale, per “prendersi cura” e internare anziani soli. Avendo la piena potestà su tutti i loro beni può svuotare i conti correnti, mettere in vendita la loro casa, mobili e oggetti di valore. Con una parte dei soldi si paga la retta di una casa di cura. Il resto è tutto guadagno.

Marla Grayson ha trovato il modo di diventare ricca sfruttando uno spazio nelle pieghe del sistema. Tutto è perfettamente legale, basta sapere come funziona e avere pochi scrupoli.

Con le parole dell’avvocato della mala in cui Marla si imbatte nel corso del film: «Se la tua impresa non è l’esempio perfetto del sogno americano, non so cosa lo sia».

La protagonista è una donna spregevole, immorale, scorretta e priva di compassione, I CARE A LOT racconta una storia di cattivi contro cattivi e lo fa con i toni della dark comedy.

Il registra ci mostra con ironia grottesca un mondo in cui si muovono uomini e donne avidi e senza empatia per il prossimo, visto come un bottino da depredare per accrescere il proprio tornaconto.

Il film di J. Blakeson ha i suoi difetti, forse si dilunga e si trascina troppo a scapito del bel ritmo creato all’inizio, salta di episodio in episodio trascurando a volte la forza della sua (anti)eroina.

L’antagonista è forse poco credibile, ma il film andrebbe guardato per le performance degli attori, tutti bravissimi, e per il concept generale, oltre che per un paio d’ore di spensieratezza. Basta non osservatelo troppo da vicino (perché potreste restarne un po’ delusi).