Serie TV, endorfine ed infinta gratitudine

Da un punto di vista psicologico, secondo i ricercatori Robert Kubey e Mihaly Csikszentmihalyi, il desiderio di guardare un grande numero di episodi consecutivamente scaturisce da una reazione chimica cerebrale simile a quella derivata dall’assunzione di droghe, un’attività neurale che si trasferisce dall’emisfero sinistro a quello destro favorendo il rilascio di endorfine, in grado di rilassare lo spettatore e fargli desiderare di prolungare tale esperienza.

E il bisogno di endorfine, in questo periodo storico, è assolutamente legittimo e necessario. Sicuramente una nottata insonne per finire “The Undoing”, per scoprire se Hugh Grant sia colpevole oppure no, ha meno conseguenze negative dell’assunzione di droghe pesanti.

Forse bisognerebbe esprimere un minimo gratitudine per le piattaforme di streaming. Che avremmo fatto in questi ultimi 12 mesi senza?

Qualche consiglio non richiesto:

After Life

E’ una delle serie più belle degli ultimi anni, si ride, si piange e alla fine, comunque, il cuore è più leggero.
Lui è lo stronzo cinico che tutti almeno una volta nella vita vorremmo avere il coraggio di essere. E’ stronzo perché è triste? Anche.
Come si fa ad essere felici o a non odiare tutti quando semplicemente non ne hai voglia o non ne vedi il senso?
Ricky Gervais, qui nel triplo ruolo di sceneggiatore, regista e attore protagonista, è bravissimo e tutti i personaggi che gli girano intorno sono persone normali, un po’ sfigate, come tutti noi, ma che sono state caratterizzate così bene che vuoi bene a tutti subito.
Si consiglia vivamente la visione in lingua originale.
Sono due serie, ogni episodio dura circa 30 minuti, il tempo giusto anche quando ormai di serie TV sei quasi stufo.

New Amsterdam

Serie tv prodotta e trasmessa negli Stati Uniti da NBC è ispirata a “Dodici pazienti: vita e morte al Bellevue Hospital“, un libro autobiografico (inedito in Italia, per ora) scritto da Eric Manheimer, ex medico dello storico Bellevue Hospital di New York, al 462 della First Avenue, in piena Manhattan.
New Amsterdam, una delle serie a sfondo medico di successo dell’ultimo lustro che mira a bissare i fasti di E.R. – Medici in prima linea, Dr. House e Grey’s Anatomy, è sbarcata da febbraio su Netflix piazzandosi subito nella Top 10 delle produzioni più viste.
Di questo dramma con Ryan Eggold negli Usa è appena iniziata la terza stagione dedicata al Covid.
Serie che va veloce, protagonisti tutti belli, anche le disgrazie sono raccontate in modo leggero, un antidoto alla pesantezza di questo periodo.

Ratched

Folle e perfetto.
Tratta dal romanzo Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey, la serie – targata Netflix – narra le gesta poco edificanti, ma straordinariamente avvincenti dell’infermiera Mildred Ratched e si snoda attraverso otto puntate una più straordinaria dell’altra.
La storia non vacilla, cammina bene dall’inizio alla fine, regalando notevoli colpi di scena in ogni episodio. La lussuria, l’invidia, l’oppressione e la violenza sono tutti temi che si palleggiano nel corso delle puntate.
La protagonista è angelo misericordioso o esperta manipolatrice?
Il viaggio attraverso le otto puntate di questa serie è davvero straordinario e colpisce innanzitutto per la fotografia che lascia senza fiato: un tripudio di colori accesi, di combinazioni cromatiche perfette, di atmosfere inquietanti ed esteticamente armoniose. Una ricerca quasi spasmodica verso la perfezione di ogni fotogramma che però, anziché sottrarre profondità alla narrazione la esalta e le conferisce quell’inquietudine tipica di ciò che appare così dannatamente perfetto.