Lavoro Salute.it

Modulo di ricerca

Torna all'inizio della pagina

Contenuto principale della pagina lt_aree_dedicate

>> Le domande più frequenti sulle badanti






Le cose da fare - La legge - Sanatoria Badanti 2009


 

È possibile assumere una persona senza permesso di soggiorno?
NO, in caso contrario si può andare incontro a denunce di carattere penale.



Quanti giorni di ferie spettano per un anno di lavoro?
26 giorni.



Qual è il numero massimo di ore di lavoro settimanali per una badante?
54 ore con due ore di pausa tra mattino e pomeriggio, più mezza giornata durante la settimana e la domenica libera.



Cos'è l'indennità di vitto e alloggio?
Il datore di lavoro fornisce vitto e alloggio alla lavoratrice; quando la stessa non ne usufruisce materialmente (esempio quando è in ferie) il datore di lavoro è tenuto al riconoscimento in denaro del mancato vitto e alloggio che viene sommato alla normale retribuzione mensile.
La valorizzazione è stabilita dal CCNL.



Come viene regolato il lavoro notturno?
Se la lavoratrice fa solo atto di presenza il suo orario deve essere compreso dalle 21.00 alle 8.00; se invece la lavoratrice deve prestare assistenza alla persona, il suo orario deve essere compreso tra le ore 20.00 e le 8.00.



I contributi Inps vengono calcolati considerando lo stipendio mensile?
No, i contributi Inps sono calcolati in base alle ore di lavoro effettive, indipendentemente dallo stipendio percepito.



Se assumo una persona dichiarando meno ore, mi costa meno di contributi?
SI, ma se la realtà non corrisponde a quanto dichiarato, si può incorrere in denunce successive da parte del Lavoratore tramite vertenza sindacale.



Cosa succede quando una lavoratrice resta assente per 2 o 3 mesi?
Prima della sua partenza bisogna stabilire quante ferie ha maturato, se la lavoratrice chiede di restare assente per un periodo più lungo è bene farle fare una richiesta scritta con l'evidenza del giorno di rientro al lavoro.



Come bisogna comportarsi quando la lavoratrice richiede il pagamento mensile dei ratei di 13a e del TFR?
beneche il datore di lavoro, se d'accordo, metta per iscritto la sua concessione. Tutto ciò è utile per tutelare il datore di lavoro in caso di non rientro da parte della lavoratrice nei tempi prestabiliti; in tal caso infatti il datore di lavoro può avvalersi dell'ultimo comma dell'art. 22 del CCNL “le assenze non giustificate entro il terzo giorno, ove non si verifichino cause di forza maggiore, sono da considerarsi dimissioni del lavoratore”.
Contrattualmente la 13a va pagata in “in occasione del Natale” e il TFR (lo dice anche la sigla stessa – Trattamento di fine rapporto) deve essere pagato a fine rapporto, con la clausola che il CCNL prevede l'erogazione dello stesso, dietro richiesta del lavoratore, per non più di una volta l'anno nella misura massima del 70%. Se si deroga a questi principi con accordi personali, si può incorrere a future ulteriori richieste da parte della lavoratrice anche attraverso vertenze sindacali.



Quando un lavoratore è assente per malattia, come si deve comportare il datore di lavoro?
Innanzi tutto la malattia deve essere comprovata da un certificato medico, che non deve essere spedito all'Inps come avviene per gli altri dipendenti, ma va conservato dal datore di lavoro, e poi la stessa deve essere conteggiata in base a quanto descritto dall'art. 27 del CCNL.



Esiste la possibilità di avere un contributo dal mio comune?
Tutti i Comuni (con modalità diverse) contribuiscono tramite un piano socio-assistenziali, nei confronti delle persone bisognose. È utile rivolgersi all'assistente sociale per sapere se il Vostro Comune si è attivato per questo problema.



La lavoratrice straniera ha diritto al pagamento del viaggio da parte del datore di lavoro quando va a a casa?
No.



Una lavoratrice domestica può chiedere l'astensione facoltativa per maternità?
Questa categoria di lavoratrici è esclusa da questo tipo di trattamento.



Per una lavoratrice domestica c'è la possibilità di richiedere la maternità anticipata?
Anche per queste lavoratrici la maternità a rischio deve essere comprovata da certificato medico specialistico, vidimata dall'Ispettorato del Lavoro e fatta specifica richiesta all'INPS.

 

Torna all'inizio della pagina