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Premettendo che la legge 189/2002 (Bossi-Fini) ha escluso la categoria degli Infermieri dalle quote fissate ogni anno dal Presidente del Consiglio dei ministri (decreto flussi), inserendola nelle assunzioni fuori quota, valide tutto l'anno, in ogni caso, presupposto necessario perché sia autorizzato l’ingresso dall’estero e, comunque, per il lecito esercizio in Italia della professione di infermiere professionale è il riconoscimento del relativo titolo di studio da parte del Ministero della Sanità e la successiva iscrizione presso l’apposito Albo professionale.

La procedura di riconoscimento del titolo (analiticamente descritta nella circolare 12 aprile 2000 del Ministero della Sanità) deve essere attivata dallo stesso datore di lavoro interessato all’assunzione dall’estero o dal diretto interessato nel caso abbia già un regolare soggiorno in Italia.

E' necessario prima di tutto ottenere il riconoscimento del titolo dal Ministero della Salute, attraverso la spedizione di tutta la documentazione richiesta, in secondo luogo, dopo aver ricevuto risposta dal Minstero, bisognerà contattare il collegio IPASVI della propria zona di residenza per acquisire l'iscrizione ad esso.

Documenti necessari da presentare/spedire al Ministero della Salute (tutti i documenti tradotti e legalizzati presso la competente rappresentanza consolare italiana):

  • copia autenticata del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno
  • diploma 
  • l’intero programma di studi (con indicazione del monte ore di ciascuna materia, per ogni anno di corso)
  • attestazione dell’Autorità di governo del Paese dell’Unione di provenienza dal quale risulti che non esistono impedimenti di tipo professionale o penale all’esercizio della professione che si intende esercitare
  • copia dell’iscrizione all’albo professionale (ove esistente) del Paese dell’Unione di provenienza
L'atto formale del riconoscimento del titolo di studio è un decreto del Direttore generale delle risorse umane e delle professioni sanitarie del Ministero della Salute (non è necessario attenderne la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale)
Le regioni Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Valle d'Aosta e Veneto sono state autorizzate ad istruire in loco gli atti per il riconoscimento del titolo di studio (resta, comunque, al Ministero l'emissione del decreto di riconoscimento)

Il percorso si conclude con l’iscrizione all’Albo professionale, previa verifica, a cura del competente ordine professionale, della conoscenza della lingua italiana e delle speciali disposizioni che regolano l’esercizio professionale in Italia.

Per informazioni più dettagliate è bene consultare il sito del Ministero della Sanità

 

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