Lavoro Salute.it

Modulo di ricerca

Torna all'inizio della pagina

Contenuto principale della pagina lt_aree_dedicate

>> Assistenza domiciliare per persone disabili



Fino a che grado di parentela si può fare richiesta dei 3 giorni di permesso della 104?



Calcolo indennità da corrispondere

DOMANDA: Sono la cugina di 1° di due ragazze disabili con invalidità civile e con il riconoscimento della legge 104.
Ad oggi, quando ci sono delle necessità, il papà può utilizzare la 104, ma capita spesso che nello stesso giorno, ci sia bisogno di portare entrambe le ragazze in posti diversi e ad orari diversi e
quindi ci sarebbe la necessità che anch'io possa accompagnare una delle mie due cugine, usufruendo di una delle due 104, in modo da potermi assentare dal lavoro in maniera giustificata.
Posso acquisire il diritto di usufruire di una delle due 104, in modo da essere d'aiuto alle mie cugine e alla sua famiglia?
L'unico dubbio che ho è proprio il fatto che le mie cugine hanno i genitori in vita e sono a loro carico dal punto di vista economico.

RISPOSTA:
In qualità di cugina il grado di parentela è di quarto, pertanto, anche prima della riforma prevista dalla Legge n. 183/2010, non poteva usufruire dei permessi. La Circolare INPS 3 dicembre 2010, n. 155 e la Circolare INPDAP 6 dicembre 2010, n. 13 chiariscono l'indirizzo degli istituti in merito alla Legge n. 183/2010 (Collegato Lavoro) pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 novembre 2010, in vigore dal 24 novembre 2010.
In base al nuovo dettato normativo hanno ora diritto ai permessi lavorativi il coniuge e i parenti o gli affini entro il secondo grado.
Pertanto il diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito e coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa, viene riconosciuto al lavoratore dipendente pubblico o privato per assistere il coniuge o un parente o affine entro il secondo grado (in precedenza era stabilito entro il terzo grado).
Condizione essenziale resta che la persona con disabilità da assistere non sia ricoverata a tempo pieno e che abbia una situazione di handicap grave.







 

Torna all'inizio della pagina